Qualche anno fa

Un pomeriggio di qualche anno fa, quand’ero ancora una studentessa liceale, chiesi a mia mamma perché si dovesse stare così male per amore. Che senso avesse e perché mai dovesse succedere. Mia mamma ha sempre curato tutto con cioccolata e chiacchierate, e credo che non sarò mai capace di ringraziarla a dovere per questo.

Lei mi rispose che sarebbe passato, che tanto passa tutto, prima o poi, perché nulla resta e tutto scorre. Mi disse che era normale, e che, crescendo, innamorandomi di nuovo, sarebbe finita altre volte, perché quando cresci cambia il modo in cui vivi le cose, ed anche il modo in cui vorresti viverle. Mi disse che, più sarei cresciuta, più i rapporti che finivano mi avrebbero fatto male. Io quel pomeriggio non le ho creduto. Ma non perché non credessi a lei. Semplicemente perché quando è il primo amore quello che finisce, forse non sei pronto a credere che ci saranno altre persone nella tua vita e che, inevitabilmente, saranno più importanti.

Vedi, io oggi non ce l’ho il tempo per star male, perché non sono più una liceale, la mia giornata ha tanti di quegli impegni che se mi mettessi seduta a piangere, l’indomani, poi, sarebbe una tragedia.

Quindi, sì, sto un po’ male, ma con la consapevolezza che devo comunque andar avanti e lasciar correre. Non ho il tempo per fermarmi, perché so che se mi fermassi, poi, ci metterei di più ad ingranare. E non voglio perdere quello che mi circonda. Non me lo posso permettere, capisci?

Oggi dico che non mi scorderò mai la sensazione di sentirmi sul ciglio del vuoto quando mi incantavo a guardare i tuoi occhi, oggi dico che non mi scorderò mai quello che ho provato. Anche se durante la giornata provo a non pensarci mai.

Non ti scorderò, perché mi sei entrato un po’ di più sotto la pelle, un po’ più a fondo. Però vado avanti. Stando ben attenta a non lasciare in giro i cocci. Avanti, comunque. 

Anche senza di te.

Gin.

gin, anno

credit: music_infinity

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