Bambini in prigione

 

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credit: Il sito delle donne

Bambini in prigione non è il titolo di un film, purtroppo.

Bambini in prigione è una triste realtà. 

In Italia, cinquantotto bambini sotto i tre anni, vivono dietro le sbarre, insieme alle loro madri.

Donne giovanissime, o meno giovani, che hanno commesso un errore, indubbiamente.

Quello che mi chiedo, però, è perché quell’errore debba essere pagato anche da chi non c’entra.

Anche da chi ha l’età  per correre nei parchi, per respirare a pieni polmoni l’odore del mare, per raccogliere fiori con cui realizzare ghirlande, per sfrecciare in giardino col triciclo.

Certo, così piccoli non meritano di essere allontanati dalla loro mamma; ma non meritano neanche la galera.

Questi bimbi sono in un’età  in cui dovrebbero sprigionare la propria fantasia, disegnare cieli azzurri e farfalle variopinte, impastare stelline con la pasta di sale.

Ma quanto cielo azzurro si vede dalle sbarre? 

Che rumore fa la pioggia ascoltata da una culla sterile, senza un carillon con le api ad addolcire il sonno?

Che adulti diventeranno i bambini in prigione di oggi? 

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credit: sportello dei diritti

La legge 62/2011 mira a tutelare i bambini in prigione; con l’istituzione delle case-famiglia protette.

Strutture più simili ad una casa e non ad un gabbione, in cui i bimbi potranno respirare un odore più simile a quello di una famiglia. Con le pareti colorate, le finestre grandi, i cancelli color pastello.

Controllate, certo. Com’è giusto che sia. Com’è giusto che chi ha sbagliato sconti la propria pena.

 

 

Solo che, le case famiglia-protette sono a carico degli enti locali, e si sa, come vanno queste cose in Italia:

non ci sono mai i fondi, non ci sono mai le possibilità.

Nel Regno Unito i bambini possono stare con le madri detenute solo fino a diciotto mesi; in Francia fino a ventiquattro; in Olanda fino a nove mesi.

L’identità  e la personalità  dei bambini si forma nei primi anni di vita; se questi piccoli sono costretti a vivere dietro le sbarre, che tipo di identità  e personalità  potranno mai sviluppare?

Perché a questi bambini deve essere privata la possibilità  di affacciarsi alla vita con serenità?

Che colpe hanno? Quali crimini hanno commesso? 

A Roma, una onlus A Roma Insieme  sta cercando di farsi sentire. Le loro voci non sono poche, ma hanno bisogno di aiuto, hanno bisogno di sostegno; perché in più si è a combattere per una causa, più si hanno possibilità  di vincere.

Facciamo in modo che questi bambini possano essere uguali a tutti gli altri. Possiamo farcela. Possiamo farci sentire.

Mai più bambini in prigione!

Gin.

 

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