Category Carodiariotiscrivo

Non mi pento mai.

Quando parlavo di te, me lo ricordo, mi spuntavano gli occhi a cuoricino. Come quei cartoni buffi, in cui qualcuno si innamora di un personaggio che non ricambierà mai. Smussavo tutti gli spigoli che ti caratterizzavano, per cercare di raccontare una storia un po’ più soft, un po’ più carina, meno spigolosa, meno colpevole. Ma l’unica colpevole, in realtà ero io. Colpevole di restare lì. Di aspettarmi comunque del buono,

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Alcune volte

Ci sono state volte in cui ho davvero fatto il possibile e l’impossibile per spiegare le cose, per spiegare i miei punti di vista, i modi di fare, il perché di una sensazione; in cui ho fatto a pezzi quel che avevo dentro, pur di farlo sembrare trasparente a chi non avrebbe compreso quell’accozzaglia di pensieri e paranoie che mi compongono. Ci sono state notti in bianco in cui ho camminato

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Ho imparato

Ho imparato che le cose belle non si raccontano, non a chiunque; perché non tutti i sorrisi profumano di sincerità. Qualcuno lo fa solo per circostanza. Ho imparato che farsi dei programmi, compilare liste e tabelle, serve a ben poco. Se arriva un tornado, porta via tutto lo stesso. Anche se pensi di aver ancorato tutto. Anche se credi che, a te, proprio a te, non succederà mai. Ho imparato che

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Sono nata qui.

Come posso provare a spiegarti la magia di Taviano vecchia?  La magia del posto che mi ha vista crescere, coi grembiuli, quello rosa a quadretti e poi quello blu. Coi fiocchi tra i capelli, coi denti da latte, che lasciavano il posto ai definitivi, con gli occhialini tondi, le bende, le ginocchia sbucciate, la bici con le rotelle, il monopattino, il primo scooter, l’incidente, la faccia viola (che più viola,

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Qualche anno fa

Un pomeriggio di qualche anno fa, quand’ero ancora una studentessa liceale, chiesi a mia mamma perché si dovesse stare così male per amore. Che senso avesse e perché mai dovesse succedere. Mia mamma ha sempre curato tutto con cioccolata e chiacchierate, e credo che non sarò mai capace di ringraziarla a dovere per questo. Lei mi rispose che sarebbe passato, che tanto passa tutto, prima o poi, perché nulla resta e tutto scorre. Mi disse che era normale, e che,

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Mi trovi lì, a costruire origami

Mi trovi lì tra i bicchieri usati come portapenne  e le candele alla vaniglia, tra le vecchie fotografie che fanno da segnalibro alle mie letture, di tutti quei libri che inizio, lascio a metà, fino a che non trovo quello che mi coinvolge di più. Mi trovi a ricalcare lettere fatte col pongo, che metto nel freezer per farle indurire, e puntualmente le scordo. Le ritrovo quando ho voglia di ghiacciolo; tra quelle persone che per strada,

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