Category Mancanze

Preferisco andarmene…

Quando me ne vado dalla vita di qualcuno, non lo faccio per vigliaccheria o per mancanza di interesse. Me ne vado quando so che restare non avrebbe senso. Quando non sento più di appartenere ad un certo posto. Quando non sono più a mio agio. Quando mi sento di troppo. E quando non ci son più le basi per proseguire. Quando, i nodi che vengono al pettine, non possono essere

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Amate fortissimo

Amate fortissimo. Con tutto l’amore che sentite dentro di voi. Fino a scoppiare, fino ad essere incapaci di distinguere se quell’amore che sentite, fa parte di voi o se siete voi stessi ad essere amore. Anche se poi dovrete pentirvi di tutto quell’amore. Amate a dismisura. Ad oltranza. Anche quando tutto vi si ritorcerà contro. Anche quando vi diranno che è la persona sbagliata, che quell’amore andrebbe riposto diversamente, scandito

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Mi manchi, ovunque tu sia

Stasera mi manchi. Mi manchi così tanto. Mi sono resa conto che non posso più comporre il tuo numero; ed anzi, a dirla tutta, ce l’ho ancora memorizzato ma risulta disattivato.  Stasera ci han pensato gli operatori telefonici a ricordarmi che manchi da più di un anno, che non ci sei più fisicamente; che l’unica cosa resta sono le tue foto. Ne ho una nel portafogli, ma ti copro tutte

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Quello che si rompe resta rotto. Quello che perdi non torna indietro.

Forse sono la persona fatta peggio. La peggiore tra i peggiori. Ma io non credo al potere del riaggiustare tutto.  Non credo che tutto possa essere rimesso a posto.  Magari è una questione caratteriale. Non ne sono certa. So soltanto che è un qualcosa in cui credo fermamente. Le case si ricostruiscono. Si parte da zero. Fondamenta, cemento, mattoni. I rapporti, no. Per i rapporti interpersonali non ci vogliono beni materiali. Quindi

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Se ci rivedremo, un giorno.

Se ci rivedremo, un giorno, chissà quante cose saranno cambiate, e quante, inevitabilmente, saranno rimaste uguali. Esattamente come le hai lasciate tu. Lo pensavo qualche giorno fa. Lo pensavo. E te l’ho scritto con un sms. Ma non te l’ho inviato, perché non si può. E allora è stato solo un altro, tra i tanti messaggi che ti ho scritto, che è rimasto lì, ad accodarsi alla pila di bozze

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Le cose che spaventano. Quelle vere.

Ho spedito una cartolina da Cracovia ad una persona che non c’è più. Una persona che quasi due mesi ha mollato le redini, non ce l’ha fatta , e si è lasciata inghiottire dalla malattia che la stava consumando. Ci ha provato davvero. A combattere. A farcela. A restare aggrappata al mondo.  Le ho spedito la cartolina perché, per me, quella resta sempre casa sua. Anche se ora, quella cartolina,

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Forse un giorno ci incontreremo.

Piove da così tanti giorni che, stamattina, ho addirittura pensato che forse non smetterà più. Quando sembra aver smesso, passano una manciata di minuti e ricomincia. Senza tuoni, senza lampi, solo pioggia. A me non piace la pioggia, mi fa venire sonno. Mi fa venire fame. Mi fa ricordare. Credo che la pioggia abbia un dono: ritrova perfino i ricordi archiviati. Quelli che accantoni sperando di non rivedere più. Io,

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Un fiore su ogni cicatrice

Una cosa, però, te la devo dire: sono più forte io. Sono più forte io che mi rialzo sempre, io che, trattengo così tanto le lacrime, ma poi, quando è tempo di farle uscire, non mi curo di essere all’aperto, o al chiuso, e piango lo stesso. Io che, in ogni difetto, cerco sempre l’altro lato della medaglia.   Io che, quando al mattino avrei solo voglia di tirare più

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Abbi cura di te.

Non so dirti con esattezza dove vadano a finire le persone quando non ci sono più. Credo che molto dipenda da quello in cui si è scelto di credere. Ed io, come sai, non so bene a cosa credere.  Posso dirti, però, che nella sfortuna, sono stata fortunata. Che sono riuscita a dirti tutto. Tutto quello che pensavo. Tutto quello che volevo che sapessi. Certo, è una piccolissima cosa, lo

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Se si potesse, vorrei.

Vorrei che si potesse conservare la sensazione che si prova quando si stringe tra le mani un sacchetto di castagne bollenti, quando è dicembre, ed il freddo pizzica le guance, arrossandole. E l’odore del mare di settembre, quando i turisti sono tornati a casa, e in spiaggia non c’è quasi più nessuno. Quand’è mattina, e il sole è ancora assopito, in attesa della giornata che verrà. Vorrei che si potessero conservare i baci

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