Che fine hanno fatto gli Uomini pronti a dare una carezza?

Che fine hanno fatto gli Uomini pronti a dare una carezza?

Che fine hanno fatto gli Uomini che ti permettono di sentirti bambina anche se non lo sei più?

 

gin

credit: anogpeto

Della quindicenne che ha subito una violenza sessuale da parte di un trentunenne, purtroppo, ne abbiamo sentito parlare quasi tutti. Non sto qui a raccontare il fatto, è stato già raccontato da persone molto più capaci e più brave di me.

Quello su cui, però, vorrei dire la mia, sono i commenti letti di seguito all’accaduto. Non tanto sul razzismo che impregna le ideologie e/o i credo della gente; su chi dice che, se si fosse trattato di uno straniero, se ne parlerebbe diversamente; quanto, invece, sulle considerazioni fatte sulla ragazzina (perché per quanto cresciute possano essere, oggi, le sedicenni, restano ragazzine!) e sulle sue amiche.

C’è chi sostiene che indossasse abiti troppo corti e poco consoni, chi punta il dito contro i genitori che l’hanno lasciata uscire di sera, e chi, per giunta, critica il fatto che stesse bevendo una birra.

Non so a quanto possa servire sostenere che siano i tempi ad essere marci, o mettersi a fare i confronti con i soliti luoghi comuni de “ai miei tempi non si faceva/ non succedeva”

Non serve a nulla, in realtà.

Il fatto che una donna, tralasciando per un secondo l’età, vada in giro in minigonna non vuol dire che stia provocando il “presunto” uomo. Perché scusate, ma un individuo che compie un gesto simile, per quel che penso io, tutto è meno che un uomo.

Che abbia sedici anni o cinquantasei, se le piacciono le minigonne è liberissima di indossarle.

gin

credit: anastasia_tokarenko

Non ha nessun senso logico sostenere che una donna provochi un uomo con quel che indossa. Né deve essere giudicata come una poco di buono sol perché indossa un tanga piuttosto che una culotte a mo’ di pannolone.

Per quale motivo certa gente si prende il lusso di additare una donna in base a quel che indossa? Ma che razza di mondo è? In che diavolo di posto siamo andati a finire?!

E poi che razza di soddisfazione ricava un uomo che abusa di una donna? Io questa cosa non so proprio spiegarmela. Nel senso spicciolo del termine (vi prego di scusarmi per il linguaggio) che piacere ottiene un uomo che compie una violenza?

All’inizio pensavo fossero malati. Ma poi mi sono detta che i malati si curano e poi si riprendono. Ma questi non sono malati.

Sono uomini ( e “uomini”, fidatevi, è un parolone! quasi un complimento) squallidi. Sono maiali schifosi.    Porci nell’essenza, nell’anima. Privi di una qualsiasi morale. 

Non è questione di essere femministe o meno, è chiaro che non sto facendo di tutto il mondo maschile un unico fascio. Mi riferisco soltanto a questi viscidoni. In cui faccio rientrare anche quelli che per strada ti guardano così schifosamente come se volessero spogliarti. Ci metto dentro anche quelli che fanno apprezzamenti da camionista (con tutto il rispetto per chi il camionista lo fa di mestiere e ha il cervello funzionante).

Smettetela, per cortesia, di additare le donne come responsabili delle violenze. Non è umano. Non è tollerabile.

gin

credit: courtney_stroebel

Non è neanche giusto che, se facciam tardi, la sera, dobbiamo per forza di cose essere accompagnate a casa, perché è pericoloso. Non è giusto che, se otteniamo un successo professionale veniamo additate come poco di buono perché “chissà come ha fatto”. Non è neanche giusto che ad un colloquio di lavoro ci chiedano se abbiamo intenzione di avere dei figli e quindi diventare madri “perché la maternità creerebbe problemi sul posto di lavoro”.

Siamo un paese di poveri stolti, pronti a scandalizzarsi per la sospensione di una fiction, per una partita di calcio, ma non ci fermiamo mai a pensare a quel che di più serio abbiamo intorno. Perciò poi il mondo ci ride dietro. 

Quella ragazzina potrebbe essere nostra figlia, nostra sorella, nostra amica. Se così fosse, le persone che l’hanno accusata di aver provocato, non si sarebbero poste il problema di cosa indossasse, o di cosa stesse bevendo.

Lei, purtroppo, non dimenticherà mai quei momenti. Se li porterà dietro per tutta la vita.

Noi, invece, stiamo già pensando a cosa mettere in valigia, pronti per il mare. Se invece della valigia pensassimo, un pochino appena, a riempire per bene anche le nostre coscienze, e ad insegnare il rispetto per l’altro ai nostri figli, sempre ed in ogni caso, senza discriminazioni di sesso, religione o colore della pelle, forse certi fattacci non si ripeterebbero più. Fino a quando non lo faremo, quote rosa parità di diritti/doveri resteranno pura utopia. O favolette, come la storia del topolino dei denti e della bella addormentata.

Qui, però, scarseggiano i principi azzurri.

Gin.

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