Chi non rischia non beve lo spumante

gin

credit: Betti_16

Vorrei scrivere tante cose, ma forse la cosa più giusta da fare, quando hai tanto da dire, è restare zitto. O meglio, funzionerebbe con le persone normali, con me, no. Che poi io normale neanche mi ci sento.

Credo di aver rivisto il mio ex ragazzo. Quello che mi ha trattata come se fossi un gioco nuovo, di quelli belli, carini, che ci giochi un sacco, prima di annoiarti, stufarti; e poi butti via. Quello che mi lasciava andare convinta che sarei rimasta sempre, che mi ha trattato come forse non si trattano neanche le escort di professione, e che poi, quando me ne sono andata davvero, quando ho ripreso la mia vita, ammassato le mie ansie e le mie paure in borsa, prima mi ha riso in faccia, poi ha provato a farmi cambiare idea. Ma io non cambio idea, non quando mi tratti da schifo.

Stupidamente te lo lascio fare per un po’, poi arrivo al limite. E i limiti significano basta.

L’ho rivisto. Ed io ero accanto ad un altro ragazzo. A ridere di qualcosa di buffo raccontato sul momento. Sono contenta, perché mi hai visto ridere, con qualcuno che non eri tu; ma sono più contenta di non aver sentito niente.

Nessun tuffo al cuore, nessuna angoscia, nessun ripensamento, nessuna voglia di correrti dietro anche solo per dirti ‘ciao’. Nulla. Quindi è vero. Tutto passa. Anche quando credi il contrario, anche quando pensi che nulla passerà mai davvero.

Adesso, se ci penso, mi dico che sono stata una tonta, ad aspettare che cambiassi, che non potevi cambiare, non si fa, non si può. Le persone non cambiano, se non per loro stessi.

E figurati se uno come te, si sarebbe mai posto il problema di cambiare, di smussare gli spigoli, di essere gentile.
Giornata piena, oggi. Perché non è finita qui.

Ho rimosso persone dalla lista amici facebook, che può essere una cretinata, ma non vedo perché dovessi ancora tenere qualcuno con cui non parlo e a cui avevo impostato la privacy personalizzata, impedendogli di vedere tutto.

Non sono fatta per i soprammobili. Neanche in casa. Mi snervano.

Quindi ne faccio a meno anche nella mia vita.

gin

credit: Betti_16

Ho pensato anche un po’ a casa, a quanto mi manchi, a quanto sia strano, dopotutto, vivere a mille chilometri, perdersi i battesimi, le ricorrenze, le domeniche coi pranzi in famiglia, anche i funerali, in realtà. Che uno potrebbe considerarlo un punto a favore, invece fa male. Non è bello non riuscire a dire addio.

E mi pento per non esserci stata, dall’altro non lo so. Forse è stato meglio.

Una cosa però la so. Voglio andare altrove, e questa scelta un po’ mi logora, un po’ mi motiva. Ma devo.

Meglio andare e tornare, piuttosto che non partire affatto.

E tra tutto quello che ho imparato oggi, ho avuto la conferma di ciò a cui credo di più. I rischi vanno corsi. Sempre. Non importa quanto pericoloso sia. I rischi rendono la vita degna di essere vissuta. Certo, a meno che non si tratti di essere pantofolai.

Non lo so come andrà, se domani mi pentirò di questo enorme big-bang che mi popola il cuore e le costole, ma per oggi va così. Posso andare a letto col sorriso. Cogliete l’attimo. Sempre.

Come dice una mia cara amica “chi non rischia non beve lo spumante!”

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