Ci sono lettere d’amore che non vanno spedite.

gin

credit: svf1987

Sono una fiera sostenitrice del carpe diem. Ho sempre pensato che le cose andassero dette, i pensieri svelati, i sogni appuntati su di un diario. Che non si sa mai: delle volte varrebbe la pena rileggerli.

Oggi, però, casualmente, tra i vari, e spesso vani, tentativi di mettere in ordine la mia stanza, ho trovato una scatola.

Una scatola di latta come tante, di quelle che mi piacciono un sacco, in cui ci metto di tutto; per poi, puntualmente, scordare di aver già qualcosa e ricomprarla.

Sembrava speciale, però. Perché era ben nascosta. Messa al riparo da improvvisi raptus dovuti a riordini meticolosi e maniacali. Una scatola tutta verde, con una fragola adesiva appiccicata su. Una scatola zeppa di lettere.

Neanche tutte belle. Alcune scritte su carta profumata, altre su fogli semplici, altre addirittura su ritagli e post-it.

Quanto ti ho scritto. Nemmeno lo ricordavo. Quante parole. Quanti perché. Quante promesse. 

Quanto ci ho pianto. E quanto tempo passato, inutilmente, ad aspettare. 

Ma non si aspetta chi non arriva. Chi non vuole arrivare. Solo che io, all’epoca, non lo sapevo.

O forse, ingenuamente, preferivo far finta di non saperlo.

Ho fatto bene a non fartele leggere certe cose. Ho fatto bene a tenerle con me, per me, quelle lettere.

Forse conservandole, immaginavo già che le avrei trovate.

gin

credit: emily2828

Ho fatto la cosa giusta. Perché oggi, con qualche anno in più, con un cuore un po’ più lucido e più cresciuto, lo so che non sarebbe cambiato niente. Che tutte quelle parole sarebbero servite a farti inorgoglire un po’ di più; ma che non ti curavi del fatto che, tutto quel tuo orgoglio, si mangiasse, un po’ per volta, un poco di me.

Ho fatto bene a non dartele. Perché certe persone, inevitabilmente, passano.

Perché da certi amori, fortunatamente, si guarisce.

Certo, se me l’avessero detto a vent’anni, avrei annuito con l’aria di chi non ci crede neanche un po’.

Oggi lo so che l’amore è un’altra cosa. Che si va avanti, che si cresce, che si impara a convivere coi vuoti, ma che poi, al momento giusto, quei vuoti diventano fondamentali per spiccare il volo.

Oggi, se potessi, glielo direi alla ragazzina che ero, che tutto quello struggersi sarebbe passato.

E che il meglio, quando non ci pensi più, arriva come un tornado. Ti travolge e non te ne rendi neanche conto.

Il meglio arriva per chi aspetta con fiducia. Per chi non smette, mai, di crederci.

Gin. 

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