Sono molto diversa dalla persona che ero

Non mi lascio ferire più. E ci ho messo tanto a rendermene conto, ad imparare com’è che si fa.

Ci ho rimesso qualche lacrima di troppo, qualche paturnia sonnambula capace di tenermi sveglia fino alla mattina dopo, qualche sprangata fortissima sulle gengive. Di quelle troppo forti capaci di ammutolirti per un po’.

Sono molto diversa dalla persona che ero. E non so se somiglio a tutto quello che vorrei essere.

Ma mi sono accorta che non mi lascio ferire più. Che non lo permetto più a nessuno.

Anche a costo di innalzare muri di cinta e torrioni attorno. Muri fittizi e trasparenti che non lasciano passare nessuno.

E non è perché ho paura delle novità, delle incertezze; non ho paura di questo. Anzi, mi ci tuffo, senza giubbotto galleggiante e senza prendere bene le misure.

Ma appena mi accorgo che non è un mare per me, semplicemente mollo la presa, lascio perdere. Non mi impunto più. Non piango più. Non mi tengo le bugie e le comparse.

Sono per le persone vere, che non sono sempre belle, hanno anche loro dei difetti (io ne ho circa mezzo milione) ma dicono le cose in faccia, si battono per quello in cui credono; persone che ci sono, sempre; che si prendono la pioggia, l’afa e i tornadi.

Persone come me. Che non hanno paura di dire ciò che pensano.

Lo so che potrei accontentarmi, improvvisare un paio di sguardi alla cerbiatto maniera, ma non ci riesco; è più forte di me. Non mi va.

Ho raso al suolo quelle che consideravo le colonne portanti della mia vita; l’ho fatto più volte, e, se sarà necessario, lo rifarò ancora. Ma non me li tengo, i capitelli di cartone, non fanno per me.

Non voglio farmi ferire. Non voglio più. Non fa più per me.

Prima o poi, cresci. Prima o poi, impari.

Gin.

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