Ho imparato

Ho imparato che le cose belle non si raccontano, non a chiunque; perché non tutti i sorrisi profumano di sincerità. Qualcuno lo fa solo per circostanza.

Ho imparato che farsi dei programmi, compilare liste e tabelle, serve a ben poco. Se arriva un
tornado, porta via tutto lo stesso. Anche se pensi di aver ancorato tutto. Anche se credi che, a te, proprio a te, non succederà mai.

Ho imparato che non importa quanto le persone sbagliano. Non sempre le persone sbagliano per
cattiveria. E allora ti basterà guardarle negli occhi, guardarle a fondo, per capire se son dispiaciute; che la vita è sottilissima, fragilissima, come un vaso di vetro soffiato. E anche se la riempi con cura, con dedizione, domani un colpo di vento può buttarla giù. E non puoi fare niente. Non puoi evitarlo.

Ho imparato che non ha senso circondarsi di troppe persone, perché molte di quelle persone giocano solo il ruolo delle comparse, ma quelle che contano, quelle che t’ameranno sopra ogni cosa, le conterai su una sola mano; che non occorre crucciarsi quando qualcuno non capisce ciò che provi a dirgli. Probabilmente non vuole capirlo. E le persone non si processano per questo. Si lasciano libere. Anche se libere vorrà dire lontane da noi. 

E ho imparato che non ha senso, dopotutto, chiedersi se in qualche maniera, il destino interverrà per far capire qualcosa a chi ha finto di non capire. Non ha importanza. Conta ciò che abbiamo imparato noi. Ciò che ci ha resi diversi da quel che eravamo.

E ho imparato che anche quando la speranza ci è amica, e ci consola, quel che conta è tenere i piedi per terra, senza smettere di crederci mai. Perché probabilmente, il credere, ci fa da benzina, da linfa vitale, da appiglio, quando tutto rischia di andare in frantumi.

Gin.

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credit: RihannaQueenSlay

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