La strage delle donne

Settant’anni non sono pochi ma, magari, da qualche punto di vista, non son neanche tanti.

Settant’anni fa le donne italiane hanno conquistato il diritto di voto; lo hanno ottenuto, finalmente, proprio come spettava agli uomini.

Chissà quante volte avrebbero voluto esprimere la propria opinione e son state zittite dalle istituzioni e prima ancora, nelle proprie case. Chissà se qualcuna delle nostre e vostre nonne o bisnonne, sia una di loro.

Mi piacerebbe avere ancora le mie, poter loro chiedere qualcosa riguardo le emozioni e le sensazioni provate, in un evento simile di portata quasi rivoluzionaria.

Eppure, tra le nonne di oggi qualcuna si meraviglia e si stupisce ancora: perché, certo, loro non potevano esprimersi, è vero, ed hanno lottato per poterlo fare.

Qualcuna addirittura s’è fatta uccidere dando alla propria morte il valore della libertà ma non credo che s’aspettassero il mondo in cui ci troviamo oggi.

Il mondo in cui una ragazza come Sara, e come lei, purtroppo, ce ne sono tante, “non può” lasciare il presunto “uomo” con cui sta perché questo, poi, diventa il suo assassino; o il mondo in cui una donna, madre, moglie come Melania scopre i tradimenti del marito, ci soffre, prova a lasciarlo, e viene uccisa in un parco.

La chiamano “la strage delle donne” e solo il nome fa venire i brividi.

Nessuna suffragetta s’aspettava questo. Non ce l’aspettavamo neanche noi.

Eppure, potremmo essere complici: quando sappiamo e non parliamo siamo complici, quando non aiutiamo chi ci chiede aiuto in silenzio siamo complici, quando giustifichiamo la bestia di turno con un “ma no, lui non lo farebbe mai” siamo complici.

Tutte le volte che una donna muore per violenza, è come se venissero nuovamente uccise quelle che son già state vittime di uno scempio simile.

Fateci caso: alzate la testa, alzate la voce, non fatevi ammazzare dai pregiudizi, dagli amori malati, dai soprusi, dalle gelosie morbose. Tiratevene fuori. Chiedete aiuto. Mettetevi in salvo.

Possiamo ancora farcela!

Gin.

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credit: cospe.org

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