L’ho amato.

L’ho amato come si amano le cose che arrivano all’improvviso, quelle che non avresti mai creduto potessero coinvolgerti così tanto.

L’ho amato dal suo primo sorriso, per il modo in cui metteva il broncio, per il modo in cui strizzava gli occhi, per la fossetta sotto al mento che poi, col tempo, è diventata il mio punto preferito in cui fermare le dita dopo ogni carezza.
L’ho amato per i suoi abbracci, quelli in cui mi sembrava che niente, e nessuno mai, potesse infilarcisi dentro come facevo io.
Lo spazio tra la sua spalla e il collo era uno dei pochi posti al mondo in cui riuscivo a sentirmi a casa.
L’ho amato perché io che non ero mai riuscita a dormire con nessuno, che a letto avevo bisogno di spazio e di muovermi, sentivo che, quel materasso, seppur piccolo, diventava grande abbastanza quando eravamo tutti e due.
L’ho amato, imparando che l’amore, delle volte, può ferirti, senza guardarti in faccia, sol perché lo riponi nei cuori e negli occhi sbagliati. L’ho amato e mi sono sentita piccolissima, come mai prima. 

Fragile, come nessuno. Indecisa, come nessuno. Sono diventata grande, quando sono riuscita ad andarmene, quando al primo posto ho messo l’amore per me. Lo stesso che avrei dovuto anteporre a lui, una vita fa. E l’unica cosa che mi resta oggi, è la sicurezza che, comunque sia, non mi sono risparmiata niente. 

Perché ci ho provato. Ci ho creduto.
Solo che, lui, non è stato in grado  di amare me. O forse non ha voluto. Che poi, forse, non fa molta differenza.

Gin.

gin, amato

credit: nima_official

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