Non resto mai quando qualcosa nel mio corpo non va. Perché ho imparato che è il modo che ha per dirmi di scappare.

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credit: chiliful8

Non ho sempre avuto un buon rapporto col mio corpo. Anzi, sono sicuramente più numerose le volte in cui avrei preferito cambiare qualcosa. Che fosse qualcosa di possibile, come il taglio di capelli, a qualcosa di un po’ più complicato, come la taglia del reggiseno, fino a qualcosa di impossibile, come l’altezza.

L’apparecchio per i denti, e gli occhiali, in età adolescenziale, sicuramente non mi hanno aiutato ad apprezzarmi.

Ma, fortunatamente, quel tempo è passato.

E sono stata brava, perché avrei potuto rinunciare. Avrei potuto impormi, puntare i piedi, e non volere nessuno di quegli aggeggi. Invece ci ho convissuto per anni, nonostante i ragazzini, a scuola, non fossero poi così simpatici.

 

Qualcuno di loro, poi, crescendo, mi ha persino chiesto di uscire. Ovviamente ricevendo un no, grazie. Che sono buona, mica scema. Mica me lo scordo quello che ricevo. 

Ci ho messo del tempo, e pure tanto, a concentrarmi sulle cose belle, e ad accettarmi completamente. Credo sia un percorso che dovrebbe cominciare da bambine. Che dovremmo sentirci dire che siamo belle lo stesso, anche con qualche taglia in meno, o qualche taglia in più. 

Sono molto lontana dall’essere perfetta. E sono consapevole che non lo sarà mai. Ma ho imparato ad amarmi, insieme a tutto quello che, prima avrei cambiato. Insieme alle cicatrici. Quelle visibili, e quelle che non si notano.

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credit: priya_sounderajan

Ho imparato ad apprezzare i tacchi, e a mettere le scarpe basse, quando proprio non ce la faccio, quando non mi va. E a non sentirmi diversa da nessuno, sol perché non ho la fisionomia di un palo della luce.

Ho imparato ad ascoltare il mio corpo. E ho scoperto che, quando ho un qualche sfogo sulla pelle, la colpa non è sempre dei dolci e della nutella. Anzi, spesso è per via dello stress, delle ansie, delle preoccupazioni.

Ho imparato a vedermi bellissima, quando sono di umore raggiante. E niente, davvero niente, sarà più in grado di distruggere l’autostima o la considerazione che ho di me.

Anche quando mi perdo nelle sottigliezze, nei bicchieri d’acqua. Lo trovo comunque il modo per riprendermi. 

A suon di musica ad alto volume, e a balletti improvvisati di cui non saprei mai più rifare i passi.

Ho imparato ad ascoltarmi. Ad amare quel che sono, e come sono.

Quando conosco una persona nuova, devo dare retta allo stomaco. Se si contorce abbastanza, se sento qualche fitta, allora è meglio lasciar perdere. C’è un qualcosa, in quella persona lì, che non mi sta bene, e che non mi andrà a genio mai.

Quando, invece, sono tranquilla, fila tutto liscio. E fino ad oggi, non ho mai sbagliato.

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credit: Hazza_in_love

Ci sono delle volte in cui penso di starci bene, di essere nel posto giusto, con la persona giusta; ma basta un cenno, una parola detta in qualche modo, un gesto fatto male, che riprendo con le sensazioni.

Non resto mai, quando qualcosa nel mio corpo non va. Perché ho imparato che è il modo che ha per dirmi di scappare, di non farmi ferire, di non provarci nemmeno. Che non ne vale la pena. 

Ascoltatevi. Date retta alle sensazioni che sentite dentro.

 

Il vostro corpo capisce tutto, prima ancora del vostro cuore.

Forse, persino meglio.

 

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