Se fossi un uomo

Se fossi un uomo mi impegnerei per dare la giusta importanza alle parole pronunciate. Cercherei di farle quadrare tutte, dar loro un giusto filo logico da seguire. Mi impunterei per essere coerente. Ad ogni modo, in ogni caso, anche quando mi ritroverei ad esser l’unico a pensarla in una certa maniera.

Se fossi un uomo mi piacerebbero le donne che si truccano a stento; quelle incapaci di distinguere una BB-cream da un fondotinta; quelle che tentennano sui tacchi, ma sfrecciano con un paio di scarpe da tennis. Quelle che leggono in mezzo al caos, mentre il mondo fa rumore; quelle che non sentono nulla, che si tratti di un complimento, o una domanda, e tirano dritto, sempre.

Quelle convinte, testarde e fiere, che vanno in paranoia per un nonnulla e consoli con un abbraccio e una tazza di cioccolata bollente. Quelle disordinatissime, che non trovano neanche le chiavi, per poi accorgersi di averle in mano.

Se fossi uomo mi perderei negli occhi di una donna che ama ridere; nei buoni propositi di una donna che inizia la dieta a pranzo, ma per cena rigorosamente pizza con doppia mozzarella.

Se fossi uomo adorerei il periodo del corteggiamento. E lo prolungherei quanto più possibile.

Perché è triste che sia pieno di donne, presunte paladine del femminismo ad oltranza che han dimenticato cosa significhi farsi corteggiare. Essere femministe non significa pagarsi da sole la cena, impuntarsi per non farsi accompagnare a casa, non scrivere se non si è ricevuto alcun messaggio. È altro. 

La cena la pago io, se ti va, puoi offrire il gelato. 

Se fossi uomo manderei pochi messaggi. Perché li trovo freddi, sterili, di poco valore. Piuttosto chiamerei. Correrei il rischio di non ricevere risposta, perché magari la mia pausa pranzo non coinciderebbe con la tua. Ma chiamerei.

Chiamerei. Perché un “avevo voglia di sentirti” batte un “che fai?” senza neanche il rischio di giocare la partita.

Se fossi uomo mi farei spiegare il fuorigioco da una donna, per sfatare il mito de “solo un uomo capirebbe”.

Se fossi uomo, e non fossi interessato a te, donna, sarei gentile nello spiegarti che non sei quella giusta.

E non sarei così superficiale da sparire, non sarei così idiota da ricorrere alla storia della scintilla.

Se fossi uomo non ti racconterei di quanti figli mi piacerebbe avere, di quanti progetti io abbia messo in cantiere.

Perché col futuro non si gioca, non avrebbe senso, non sarebbe il caso. 

Ti parlerei di cosa ho fatto, di cosa cambierei, di cosa rifarei nella stessa identica maniera; non avrei paura di raccontarti degli errori e delle botte prese sui denti.

Perché un uomo dovrebbe essere capace di raccontare e raccontarsi senza temere quel che è stato. 

Se fossi uomo mi preoccuperei di essere gentile, di appuntarmi le date, di dirti che sei bella anche col pigiama con gli orsacchiotti, di far sentire unica la donna che avrei accanto.

Perché l’ho scelta. Perché mi ha scelto. 

Se fossi uomo, sarei un uomo e basta. Diverso da questa mandria indefinita di ominicchi, omuncoli e quaquaraquà.

Gin.

gin, uomo

credit: cinema-tv.virgilio

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