Storie, non sempre solo storie.

Una storia d’amore è un po’ come un bambino, lo vedi nascere, ci impari a convivere, lo nutri, lo proteggi,
gli fai da scudo, faresti il possibile e l’impossibile per fare in modo che stia sempre bene, che sia sempre
impeccabile, perfetto, nel giusto.

Ci investi sentimenti,emozioni, energie. Lo tieni per mano, fiera di quel che è, e fiera di quel che ti ha fatto diventare.
Quando ami sul serio, per davvero, all’altro daresti tutto, tutto quello che puoi.

E paradossalmente, delle volte, capita che l’altro se ne va proprio con tutto quello che gli hai dato.

Porta via con sé tutto, perfino un po’ di te. E non puoi farci niente, non puoi incatenare le persone, non puoi incatenare un amore; devi permettergli di correre, devi lasciarlo andare, perché altrimenti diverrebbe una realtà obbligata. E allora che fai? Mica gli neghi ciò che puoi dargli! Anzi, gli dai di più, perché inconsciamente, forse, vuoi che in qualunque posto del mondo, un qualche particolare, possa poi ricordargli te.

Possa poi ricordargli voi. Io ho amato in questa maniera qua. Con tanto di quell’amore che di più, lo giuro, non avrei potuto. E nel contempo, però, ho amato anche me. So di aver dato tutto, perché quando amo non posso farne a meno.

E proprio come si fa coi figli, ho visto quell’amore staccarsi dal nido ed andarsene. Spiccare il volo verso cieli nuovi. Non potevo tenerti, non potevi tenermi. Ma lasciarti andare verso qualcosa che ti rendesse più felice, per me è stato come amarti di più, come se in quel momento t’avessi amato meglio. Non ho nessun rimpianto, doveva andare così.

Gin.

 

 

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