Ti sei perso la parte migliore di me

gin

credit: Rawda_12

Ti sei perso la parte migliore di me. E non te lo dico con fare altezzoso, credimi.

Anzi, in questo momento sono rintanata tra pensieri e ragionamenti e sto solo mettendo a posto le scartoffie del cuore. Sto solo facendo posto alle cose belle, alle cose che voglio ricordare.

Ti sei perso la mia ingenuità, il mio esser fragile, il mio andare in frantumi con un soffio, le paure del buio, le paranoie sul non sentirmi abbastanza. E, davvero, non ero male con tutta quella fragilità addosso.

 

Mi rintanavo a mo’ di gattino zuppo di pioggia.

 

Ti sei perso la parte di me che si nascondeva dietro le porte, con le braccia attorno alle ginocchia ad ascoltare canzoni a tutto volume, scordandosi perfino la forma del mondo, scordandosi addirittura che ci fosse.

gin

credit: Celin4_1998

Certo, hai contribuito a farmi diventare di coccio come sono adesso, ti sei impigliato tra le armi a doppio taglio, tra quelle persone che non sanno dirmi le cose in faccia, ti sei schierato in mezzo ai fattori che mi hanno imposto di crescere diventando un po’ più forte, un po’ più dura.

Lo so che neanche lo sai.

Che queste cose capitano e basta; che succede, eccome se succede, che la vita ci faccia conoscere persone e situazioni col solo scopo di renderci un po’ più forti, un po’ meno ingenui, un po’ meno col cuore di zucchero.

Eppure, in fondo, io lo so che tra queste armature e corazze, mi ritroverò. Non so quando con esattezza, ma mi ritroverò. Che non si va mai via da quel che si è. Non si può; è impossibile.

Tu, però, ti sei perso la parte migliore di me. E non l’avrai più, perché hai perso anche me. Tutta intera.

E non mi ritroverai più.

(Gin.)

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